Climatizzatori in inverno: come risparmiare usando la pompa di calore

Climatizzatori in inverno: come risparmiare usando la pompa di calore

Matteo Casini

Novembre 27, 2025

È sera in un appartamento di una città del Nord e la stanza si riscalda in pochi minuti: non c’è la caldaia accesa, ma il climatizzatore impostato in modalità inverno. Sempre più famiglie in Italia scelgono questa strada per integrare o sostituire il riscaldamento tradizionale. Il tema è concreto: come usare il climatizzatore come pompa di calore per ottenere comfort senza bollette esagerate? Lo raccontano tecnici e installatori: non è sufficiente accendere l’apparecchio, serve capire limiti, impostazioni e manutenzione. Un dettaglio che molti sottovalutano è la differenza tra funzionamento nominale e rendimento reale nelle ore più fredde.

Come funziona la pompa di calore nei climatizzatori

I climatizzatori moderni sfruttano il principio della pompa di calore: anziché generare calore mediante combustione o resistenza elettrica, trasferiscono energia dall’esterno verso l’interno usando un circuito frigorifero. Questo processo consente valori di efficienza molto superiori rispetto alle sorgenti elettriche tradizionali, misurati dal coefficiente di prestazione (COP). In pratica, per ogni kilowatt elettrico consumato si possono ottenere più kilowatt termici, a condizione che le condizioni esterne non siano proibitive.

Gli apparecchi di ultima generazione con tecnologia inverter modulano la potenza e mantengono la temperatura con minori accensioni e spegnimenti, riducendo gli sprechi. Tuttavia, il rendimento cala al diminuire della temperatura esterna: in climi molto rigidi il COP si riduce e l’efficacia può risultare inferiore a quella di caldaie moderne. Per questo le installazioni in Italia, dove le temperature in molte zone rimangono moderate, spesso risultano vantaggiose.

Un fenomeno che in molti notano solo d’inverno è la gestione della sbrinatura: quando l’unità esterna si copre di ghiaccio il sistema interrompe temporaneamente l’erogazione per sciogliere il ghiaccio, con una leggera perdita di resa. Per questo è importante scegliere macchine adeguate alle condizioni locali e posizionare correttamente l’unità esterna, soprattutto in condomini o nelle case al piano terra.

Come usarlo per riscaldare casa risparmiando davvero

Impostare il climatizzatore in modo efficiente significa considerare ambiente, abitudini e isolamento. In molte abitazioni italiane il margine di miglioramento è nella gestione delle temperature: mantenere una temperatura ambiente costante piuttosto che accensioni brevi e intense riduce i consumi. Per questo la modalità auto o la regolazione con termostato ambiente sono strumenti utili, così come la zonizzazione degli ambienti per riscaldare solo le stanze in uso.

Un altro aspetto pratico riguarda la scelta della temperatura target: abbassare il set point di un grado spesso comporta una riduzione dei consumi, mentre alzarlo di un grado aumenta rapidamente l’energia richiesta. Chi vive in città lo nota soprattutto nelle ore serali, quando la dispersione termica è più evidente. Inoltre, il deumidificatore integrato migliora la sensazione di calore percepito, permettendo di evitare set point troppo alti.

Per ottimizzare i consumi vanno considerate anche le fasce orarie della bolletta elettrica e la possibilità di integrare il climatizzatore con una caldaia o con un impianto fotovoltaico. Un dettaglio spesso trascurato è l’orientamento e l’isolamento dell’abitazione: una buona coibentazione diminuisce la potenza necessaria, rendendo la pompa di calore ancora più efficiente. Infine, pianificare l’uso su più giorni e non solo a spot aiuta a evitare picchi di consumo.

Climatizzatori in inverno: come risparmiare usando la pompa di calore
Un camino acceso evoca calore domestico: un plaid rosso, una tazza di tè e popcorn per un rifugio contro il freddo. – printgeneration.it

Costi, manutenzione e limiti da conoscere

Dal punto di vista economico la valutazione passa per il confronto tra spesa d’installazione e costi operativi. I climatizzatori aria-aria con pompa di calore hanno prezzi variabili e, in diversi casi, possono usufruire di incentivi nazionali e locali come il bonus energia o misure per l’efficienza. Chi valuta l’investimento dovrebbe stimare il fabbisogno termico reale della propria abitazione e confrontarlo con la potenza utile dell’unità, tenendo conto del consumo elettrico reale in inverno.

La manutenzione è un punto cruciale: filtri puliti, controllo del circuito frigorifero e verifiche periodiche dell’unità esterna mantengono elevata l’efficienza. Tecnici del settore segnalano che una manutenzione trascurata può ridurre il rendimento e far lievitare i consumi. Un aspetto che sfugge a chi vive in città è la necessità di monitorare anche l’eventuale rumore e la corretta evacuazione dell’acqua di condensa.

Infine, esistono limiti tecnici: in zone alpine o in condizioni di freddo estremo la pompa di calore aria-aria può non bastare da sola e richiedere un supporto elettrico o una caldaia. Per molte case italiane, però, la soluzione si conferma valida quando abbinata a un buon isolamento e a una corretta progettazione. Una tendenza che molti italiani stanno già osservando è la convivenza di più sistemi, scelti in base a costi, spazio e abitudini domestiche.